I migliori film di casinò

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  • Scopri i miglior film sul gioco d'azzardo
  • Il gioco d'azzardo al cinema

Colpo Grosso 

(1960): conosciuto anche come Ocean’s 11, di cui Steven Soderbergh girerà il remake più di quarant’anni dopo. È una pietra miliare nella cinematografia del gioco d’azzardo. Dirige Lewis Milestone, e recitano i Rat Pack, ossia Peter Lawford, Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis, Jr. e Joey Bishop, senza dimenticare la presenza di Shirley McLaine. La storia è molto semplice.

Svaligiare contemporaneamente cinque casinò nel giorno di capodanno. A tentare il colpo, un gruppo di ex-commilitoni della II Guerra Mondiale. Il colpo fila liscio, ma qualcosa poi si perde per strada.

Ocean’s Eleven 

(2001): remake del celebre Colpo grosso, Steven Soderbergh assolda alcune delle migliori “facce da schiaffi” hollywoodiane e le mette insieme per formare una banda di rapinatori di casinò. Non c’è la violenza scorsesiana, ma i toni della commedia.

I rapinatori buoni Danny Ocean (George Clooney), Rusty (Brad Pitt), Linus (Matt Damon), Basher (Don Cheadle) e ancora altri elaborano un piano perfetto per svaligiare tre casinò in un colpo solo, tutti di proprietà dello spietato Terry Benedict (Andy Garcia).

La logica sembra strizzare l’occhio alle slot machine con jackpot progressive. Come i soldi di tre casinò confluiscono in un’unica stanza, così alcune slot anche di più casinò sono collegate tra loro mettendo in palio cifre da capogiro.

Lo scopone scientifico

(1972): se il poker è sempre stato visto il gioco d’azzardo per eccellenza, a portare sotto la luce dei riflettori la scopa a coppie, ossia lo scopone scientifico, ci pensò Luigi Comencini mettendo insieme tre grandissimi: Alberto Sordi, Silvana Mangano e Bette Davis.

Non è solo un’agrodolce parabola del confronto tra ricchi e poveri, ma mette in evidenza quanto sia importante la strategia nei giochi cartacei. Sebbene la componente fortuna sia fondamentale, bisogna anche saperla cogliere e valorizzare al meglio.

Per informazioni, chiedere a Righetto (il cantautore Domenico Modugno) che sostituirà Peppino (Sordi) nella sfida contro la Vecchia (Davis) arrivando a vincere anche 500 milioni di allora, ma poi perdendo tutto e tentando il suicidio.

La stangata 

(1973): non si può parlare di gioco d’azzardo sul grande schermo senza chiamare in causa il capolavoro di George Roy Hill, con protagonisti Paul Newman e Robert Redford. Due truffatori vogliono vendicare un amico assassinato dal potente gangster Doyle Lonnegan (Robert Shaw). Per farlo, prima gli gettano l’esca a una partita di poker in treno, poi lo finiscono mettendo in piedi una finta Sala Corse per scommesse sui cavalli. Un cast corale. Geniale il finale.

Il giocatore 

(1988): “Se non riesci ad individuare il pollo nella prima mezz'ora di gioco, allora il pollo sei tu” dice Mike McDermott (Matt Damon). Dalle bische per pagarsi gli studi alle World Series of Poker di Las Vegas. Quando ancora la rete non era che un miraggio e il computer un vezzo, il regista John Dahl portò sul grande schermo il rischioso mondo del poker incentrato in particolare sulla variante del Seven Card Stud.

Nel cast, altri attori di prima linea come Edward Norton nella parte di Lester “Worm” Murphy detto il Verme, che abbandona Mike dopo averlo indebitato, John Turturro e John Malkovich, nella parte dello spietato strozzino russo Teddy KGB.

Rain Man 

(1988): uno straordinario Dustin Hoffman interpreta Raymond Babbitt, affetto da autismo, che il fratello approfittatore Charlie (Ton Cruise) scopre essere una miniera d’oro al tavolo da gioco grazie alle sue straordinarie capacità mnemoniche. Un film toccante diretto da Berry Levinson che si è portato a casa quattro premi Oscar (miglior film, regia, attore protagonista e sceneggiatura originale), che apre una parentesi (a Las Vegas) sulla celebre strategia del “conteggio delle carte” del Blackjack. 

Casinò 

(1995): basato sul romanzo di Nicholas Pileggi, Casino: Love and Honor in Las Vegas, a sua volta ispirato dalla storia vera di Frank “Lefty” Rosenthal e Anthony “The Ant” Spilotro è uno dei must per chi ama il cinema e il gioco d’azzardo. Diretto da Martim Scorsese, la pellicola vede protagonisti Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci. Mafia e gioco d’azzardo.

La pellicola si sviluppa nella città per eccellenza, Las Vegas. Più che un film è un’odissea dove il denaro scorre a fiumi. Per gran patte del film la malavita appare invincibile. Poi qualcosa in cambia. E anche la più granitica delle Sodoma possono miseramente crollare.

Cincinnati Kid

(1965): l’esperienza contro la giovinezza. Il giovane e il vecchio. I tempi antichi e moderni si sfidano. Nella cultura come nel gioco d’azzardo. Lo scontro avviene sul tavolo verde del poker, con il rampante Cincinnati Kid (Steve McQueen) opposto a quello che è considerato il miglior giocatore del mondo, Lancey Howard (Edward G. Robinson). Dirige Norman Jewison

Le regole del gioco 

(2007): la vita affettiva come un tavolo verde. Le similitudini si sprecano ma è indubbio. Huck Cheever (Eric Bana) è un giocatore di poker professionista. Seppur la sua dimestichezza con le carte gli sia arrivata via paterna (Robert Duvall), bicampione del mondo di Texas Hold’em, il loro rapporto è difficile. Rancoroso.

Mentre il padre passava da un casinò all’altro, la madre moriva. Sarà inevitabile un confronto/scontro sia sui rispettivi sentimenti che con le carte in mano. Regia di Curtis Hanson (L.A. Confidential, 8 Mile) con un finale degno della cinematografia americana, con il futuro capace di riscattare il passato. 

Ocean’s Thirteen 

(2007): dopo la parentesi europea di Ocean’s Twelve (2004), la banda di Danny Ocean torna a casa in America, e la sfida è ancora una volta all’interno del casinò di Las Vegas.

Il cattivo di turno questa volta è Al Pacino che interpreta Willie Bank, imprenditore senza scrupoli che ha mandato sul lastrico (e quasi all’altro mondo) l’amico Reuben Tishkoff (Elliott Gould). Urge una risposta adeguata. Una vendetta, e inevitabilmente sarà servita nell’atmosfera del tavolo verde coinvolgendo addirittura l’ex-nemico Benedict. 

21 

(2008): se Rain Man aveva utilizzato la tecnica del conteggio carte del blackjack come tappa dell’avvincente storia, nella pellicola diretta da Robert Luketic, è centrale.

Basato su una storia vera, il professore Mickey Rosa (uno straordinario Kevin Spacey) assolda i suoi studenti di matematica più brillanti per fare incursioni a Las Vegas e sbancare ripetutamente i tavoli da gioco. Tutto sembra procedere bene, ma lì dove la tecnica è impeccabile ci si mettono di mezzo le emozioni umane.

A ciò si aggiunge il capo della sicurezza Cole Williams (Laurence Fishburne), dai modi vecchio stampo, che ha un conto in sospeso proprio con il prof. Rosa. 

Poker Generation

(2012): era inevitabile che uscisse un film del genere. Con la legalizzazione del gioco cash, la versione pokeristica del Texas Hold’em ha raggiunto picchi di popolarità incredibili. Il gioco d’azzardo online è stato sdoganato. Diretto da Gianluca Minigotto, la pellicola si ispira alla storia di Filippo Candio, un ragazzo sardo, ora giocatore professionista di poker trasferitosi a Milano per scalare le vette del poker.

Spruzzate di Rain Man mescolate alla eterna voglia di riscatto della povertà meridionale che se ne va nella capitale economica del nord per inseguire un sogno di benessere. Questa volta niente hip pop o balli da Febbre del Sabato Sera, ma gioco d’azzardo. Un film questo che sicuramente ha contribuito e contribuirà ad avvicinare soprattutto i giovani al mondo del Texas Hold’em.  

Quanti film tra questi hai visto? Forse ci siamo dimenticati qualcosa e vorresti dircelo? Puoi farlo! SCRIVICI!

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